Lucciola

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Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Lucciola», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Erika Sportelli, ci mostra come quando ci si approccia alla diversità trasmettendo accoglienza e donando amore, anche una lucciola che non riesce a risplendere di luce propria, e che per questo viene allontanata dalla sua comunità di appartenenza, può ritrovare tutto il suo splendore e la gioia di brillare.

LUCCIOLA

C’era una volta una lucciola che non brillando di luce propria venne scaraventata via dal villaggio della luce e arrivò nell’isola Smeralda e più precisamente nel giardino zen. Passò 30 giorni con i grandi maestri spirituali che le regalarono tutto il loro sapere e la gioia di brillare. Si diresse così verso il suo villaggio con l’intento di donare la sua luce.

C’era una volta…

una lucciola di nome Lucciola.

Lucciola viveva nell’isola più piccola e sperduta dell’India: l’isola Smeralda. I grandi maestri spirituali che ci vivevano avevano accettato di prendersi cura di lei, donandole i loro insegnamenti e offrendole un nido fatto di lana.

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Ma partiamo dal principio… Lucciola era nata in un villaggio poco distante dall’isola Smeralda, un villaggio chiamato “Il Villaggio della Luce”. Figlia del rapporto d’amore di mamma lucciola e papà lucciolo, lei era nata con una grossa diversità: non riusciva a brillare!

Così, il capo di tutte le lucciole, prima deluso, poi infuriato, decise di cacciarla per sempre dal Villaggio della Luce e il giorno dopo la sua nascita incaricò lucciolo forzuto di salire sull’albero più alto e lanciare la lucciola senza speranza più lontano possibile.

Erano le cinque del mattino e lucciolo forzuto obbedì al grande capo.

Salì sull’albero di ciliegie più alto che c’era e, trovato un solido ramo che potesse reggere il loro peso, prese con forza la piccola lucciola e iniziò a girare su se stesso, prima lentamente poi sempre più veloce, e al momento giusto… la lanciò con tutta la sua forza!

Lucciola era così spaventata dalla potenza del vento e dal suo destino che quel volo le sembrava interminabile.

Così decise di svenire consapevolmente, abbandonandosi al suo destino.

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Alle cinque del mattino, nell’isola Smeralda, tutti i maestri sono nel loro giardino zen a meditare in cerchio, ma a un tratto il saggio più anziano sentì che qualcosa stava per accadere e lo comunicò telepaticamente ai suoi fratelli.

Nel momento in cui simultaneamente aprirono gli occhi, videro un piccolo pallino nel cielo che si dirigeva verso di loro.

Ecco che la saggia tartaruga del villaggio intervenne: fermò il tempo e insieme a esso tutte le cose esistenti. Andò senza fretta a raccogliere tutta la lana che avevano a disposizione e la posizionò nel giardino all’interno del cerchio sacro… Poi tornò nel suo rifugio e con uno schiocco di dita diede movimento a tutte le cose.

Fu così che la lucciola arrivò a tutta velocità, sprofondando interamente all’interno della morbidissima lana.

Lucciola, la lucciola, riprese consapevolezza, aprì gli occhi e uscì fuori piena di lana color verde smeraldo sul viso e nei capelli.

Considerata la notevole confusione e il grande spavento di Lucciola, i maestri le si avvicinarono, trasmettendole accoglienza e donandole amore. Prepararono per lei un bagno caldo e le dissero di riposare senza avere nessun altro pensiero.

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Il mattino dopo Lucciola si sentiva vuota, libera…

…e con dei fili di lana sui capelli color verde smeraldo che le davano luce e armonia.

Lucciola, la lucciola, passò 30 giorni insieme ai maestri che le donarono tutto il loro sapere e la gioia di brillare, regalando a tutto il pianeta Luce Pura.

Così durante una bellissima giornata di sole, Lucciola li ringraziò e riprese il volo, questa volta con le sue ali… consapevolmente.

Si diresse verso il villaggio da cui era stata allontanata e portò tutta la bellezza della sua luce, di cui loro tanto avevano bisogno.

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