Fig. 27
Izard spiega che l’intensità della paura varia dall’apprensione al terrore ed è associata a pari intensità di tensione dei muscoli delle sopracciglia, degli occhi e della bocca. Uno dei segnali più evidenti di intensa paura è il grado di retrazione e tensione delle labbra: nell’espressione mimica del terrore, ad esempio, il volto è particolarmente teso, con rughe profonde e divergenti che si vengono a formare verso le estremità interne delle sopracciglia, con gli angoli interni ulteriormente riavvicinati. La maggior tensione muscolare rispetto alla paura, osservabile a livello degli occhi, fa ulteriormente avvicinare le palpebre. Per la stessa ragione, nel terrore è più visibile la retrazione in basso e indietro degli angoli della bocca e della parte inferiore delle guance, le quali si infossano con comparsa di profonde rughe che, dalle ali del naso, vanno agli angoli della bocca. Il labbro inferiore si abbassa e si rovescia all’infuori, mentre le narici si dilatano ulteriormente. Il collo è teso e può presentare rughe.
