Descrizione
Corso di formazione esperienziale per docenti
Problem solving e intelligenza emotiva
negli ambienti d’apprendimento
Live Zoom il 28 maggio 2025 – dalle 15,30 alle 19:30
CODICE SOFIA – 98684
Uno dei compiti dell’insegnante è affrontare i problemi e decidere. Non sempre, tuttavia, in classe si creano le condizioni ideali per adottare soluzioni efficaci. E questo per una molteplicità di concause.
In un mondo complesso e in continuo cambiamento, saper affrontare le sfide con creatività e consapevolezza è una competenza essenziale. La difficoltà di adeguarsi alle trasformazioni molto di frequente dipende dalla rigidità di pensiero che porta a vedere nelle diverse esperienze (come nella relazione docente-discente) degli schemi già noti: significa che il nostro pensiero, per comodità, percorre strade già battute.
A volte, infatti, è difficile arrivare alla soluzione a causa di una visione ristretta della realtà che porta a ripetere soluzioni che in passato rivelate efficaci, adattandole alle nuove situazioni (pensiero riproduttivo). Il che porta a pensare di poter adottare con tutti le medesime soluzioni.
Tendenzialmente, infatti, le persone si approcciano alla quotidianità utilizzando degli schemi: schemi appresi attraverso l’esperienza diretta, schemi tramandati dai genitori, dagli educatori, schemi culturali, schemi mentali, procedurali, spesso ripetitivi che vengono attivati con immediatezza ogni qual volta un elemento ci riporta ad essi.
A causa del profondo radicamento ed automatismo mentale di questi schemi tendiamo a cercare di incasellare ciò che accade nella realtà, non entrando in un contatto interpretativo più personale e, quindi, creativo con questa, ma lasciandoci costantemente condizionare da quello che pensiamo che sia o che debba essere, creando pensieri che plasmano la realtà, mentre dovrebbe essere il contrario.
Vale ovunque: nelle relazioni come a scuola, in azienda come nello sport. Spesso il limite è nel fatto di non rendersi conto di quanto pensieri ed emozioni disfunzionali limitino la capacità ideativa (pensiero divergente) che richiede una condizione di benessere (entusiasmo e motivazione) non sempre possibile.
Il pensiero divergente (o mente divergente), spiega lo psicologo statunitense Joy Paul Guilford, è proprio la capacità di produrre una gamma di possibili soluzioni ad un dato problema. Soluzioni che possono scaturire solo da un accesso alle risorse creative della mente, in linea con l’idea di Einstein, secondo cui i problemi non possono essere risolti allo stesso livello di conoscenza che li ha creati.
Il pensiero divergente, tipico del bambino, è, dunque, una facoltà fluida, plastica della mente in cui gli schemi culturali non sono ancora operanti e cristallizzati, come accade nell’adulto, il cui pensiero si lascia imprigionare in griglie di ragionamento prefissate e rigide.
Oltre alla mente, però, che è uno strumento potentissimo di cui siamo dotati, disponiamo per natura di un sentire che ci permette di essere protagonisti degli accadimenti di cui siamo spettatori, contrastando l’egemonia e la fissità del piano razionale e rendendo la nostra esperienza tridimensionale.
Imparare a pensare in una maniera creativa, innovativa, divergente ed efficace vuol dire, allora, imparare, in primis, a mettere in relazione questi due livelli dell’esperienza: il pensiero e le emozioni, poiché pensare è più difficile se si vive male il rapporto con la propria sfera emotiva. L’intelligenza emotiva è, in questo senso, prodromica alla ricerca delle soluzioni.
Problem solving creativo e intelligenza emotiva sono, dunque, due competenze fondamentali che, se sviluppate insieme, permettono di affrontare le sfide educative in modo più efficace e innovativo.
- Da un lato, il problem solving creativo riguarda la capacità di trovare soluzioni originali e fuori dagli schemi, superando blocchi cognitivi e schemi di pensiero rigidi.
- Dall’altro, l’intelligenza emotiva consente di riconoscere, comprendere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri, migliorando la qualità delle decisioni e la capacità di adattarsi a situazioni complesse.
In che modo, in sintesi, problem solving creativo e intelligenza emotiva si influenzano a vicenda?
- Le emozioni influenzano il pensiero creativo
Le emozioni giocano un ruolo chiave nel processo di problem solving. Stati emotivi positivi, come la curiosità e l’entusiasmo, favoriscono il pensiero divergente, in quanto capacità di esplorare molteplici soluzioni. Al contrario, emozioni come ansia o paura possono inibire la creatività, portando a soluzioni più rigide e prevedibili.
- La creatività aiuta a gestire meglio le emozioni
Il problem solving creativo permette di affrontare le difficoltà con maggiore flessibilità, riducendo lo stress e aumentando la resilienza. Ad esempio, chi sviluppa un approccio creativo tende a vedere i problemi come opportunità di crescita, invece di viverli con frustrazione o senso di impotenza.
- L’intelligenza emotiva migliora la capacità di risolvere problemi complessi
Saper riconoscere e gestire le proprie emozioni aiuta a mantenere la lucidità nelle situazioni difficili. Ad esempio, essere consapevoli della propria frustrazione permette di non farsi sopraffare e di cercare alternative con maggiore apertura mentale.
- La consapevolezza emotiva favorisce la collaborazione creativa
Molte sfide richiedono soluzioni condivise e lavoro di squadra. L’intelligenza emotiva aiuta a gestire le dinamiche interpersonali, migliorando la comunicazione e la capacità di ascolto. In un ambiente emotivamente intelligente, le idee possono fluire liberamente e le soluzioni diventano più ricche e innovative.
In tutto questo processo, la creatività gioca un ruolo determinante. Essa, infatti, guida il modo non convenzionale, innovativo e anticonformista di approcciare le cose della vita, tipico del pensiero laterale o divergente.
Le attività pratiche e gli esempi sul pensiero divergente proposti, organicamente inseriti nella cornice teorica che tratta il tema centrale del corso di formazione in streaming, stimolano la riflessione circa le reazioni in condizioni di precarietà emotiva per rinegoziare con se stessi i modi di pensare, per non fermarsi alle apparenze, per far emergere i talenti dei ragazzi e per portare la relazione educativa al successo.
La creatività e le tecniche narrative sono, infatti, dei mezzi per sviluppare capacità critica e visione dell’oltre. Lo spirito creativo aiuta a mettere in discussione, decodificare e reinterpretare la realtà con la curiosità e il senso critico di chi possiede gli strumenti per collegare conoscenze, pensieri, informazioni ed emozioni e per osservare le cose da diverse posizioni percettive, allo scopo di sviluppare idee personali e opinioni indipendenti dal condizionamento della mediocrità dilagante e dalle manipolazioni della mediasfera.
Destinatari
Docenti del I e del II ciclo.
Altre notizie
- Durata: 4 ore;
- Tipologia: teorico-pratico.
- Attestato accreditato MIM da 5 ore (4 ore di formazione effettiva + eBook di approfondimento Intelligenza emotiva negli ambienti d’apprendimento di Stefano Centonze, Ed. Circolo Virtuoso.
Al corso è associato il libro cartaceo La didattica dell’intelligenza emotiva. Emozioni e apprendimento di Stefano Centonze e Raffaela D’Alterio, Ed. Circolo Virtuoso 2025, pag. 252, € 24,00 (compresi nel costo del corso).
Dotazione tecnica
- Collegamento individuale con pc fisso o portatile (no tablet, no smartphone).
- Connessione con ADSL.
- Telecamera accesa per tutta la durata del corso.
Materiali necessari
Nel corso vengono svolte delle attività pratiche con i mediatori artistici. Per prendervi parte, i corsisti devono possedere i seguenti materiali:
- 1 foglio d’album per il disegno artistico formato A4;
- 1 foglio d’album per il disegno artistico formato A3;
- 1 matita;
- 1 panetto di DAS;
- 1 foulard;
- quaderno e penna.
Previsto l’uso dello smartphone personale per fotografare i lavori svolti.
Relatore
Stefano Centonze, Dottore in Psicologia Clinica e della Riabilitazione e in Scienze della Formazione e dell’Educazione, Formatore, Docente a contratto dell’Università Telematica eCampus, Ideatore del Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva e la crescita personale, Fondatore e Direttore del Network Artedo tra Scuole di Arti Terapie, Fondatore e Direttore della Scuola Nazionale di Art Coaching e Intelligenza Emotiva. Esperto di intelligenza emotiva e di arti terapie, ha collaborato alla Proposta di Legge n. 2782 del 13 Novembre 2020 “Disposizioni in materia di insegnamento sperimentale dell’educazione all’intelligenza emotiva nelle scuole di ogni ordine e grado”. Con le Edizioni Circolo Virtuoso ha pubblicato, tra gli altri, “L’intelligenza emotiva. Perché è così importante, come può essere allenata, dove si applica” (2023) e “Il metodo autobiografico creativo per l’intelligenza emotiva” (2025).




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