Il successo professionale al di là dei modelli familiari inconsci

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Ci sono bivi fondamentali nella nostra vita, scelte che crediamo a volte aver appaltato ad altri, specie ai nostri familiari più stretti. Ricordiamo tutti chiaramente il modo in cui abbiamo scelto il nostro percorso scolastico  o il nostro lavoro? Siamo stati veramente noi a scegliere? Qualcun altro ci ha imposto la sua volontà? Esiste, nella nostra famiglia, qualcuno che analogicamente ha percorso scelte simili? Può succedere, ad esempio, che chi ha fratelli disabili possa scegliere studi e professione che lo portino a stretto contatto con le persone in difficoltà o, al contrario, che lo proiettino in modo diametralmente opposto a tali realtà. A volte, le scelte lavorative e scolastiche possono essere frutto di una mera contestazione, un vano avversare i modelli familiari o le “richieste della società” a cui ci si oppone con così tanta forza da rimanerci poi totalmente incollati.

La famiglia

Nella realtà dei fatti, la maggior parte dei problemi che si presentano nei nostri studi e nella professione hanno i natali all’interno del sistema familiare e nella proiezione del modello acquisito sul mondo lavorativo. Spesso questi problemi hanno a che fare con  il concetto di successo e di fallimento; quest’ultimo viene spesso illusoriamente e comodamente attribuito a una terza parte, un nemico che ci minaccia e ci vuole male, alla dea bendata che è troppo bendata con noi, ai raccomandati e alle cose che sono sempre andate così. Il continuo insuccesso che si rappresenta in modi simili in ambienti diversi dovrebbe dare adito in noi a delle domande:

“esiste qualcuno nella mia famiglia, che non ha avuto  successo sul lavoro? Qualcuno che ha subito l’onta del fallimento? Mio padre o mia madre? I miei nonni? “

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Le lealtà lavorative inconsce

Se ci sovviene nell’immediato qualcuno per cui sentiamo comunque un legame, probabilmente esisterà un affetto anche indiretto che non è stato portato alla luce che ci rende connessi a questo potenziale familiare, oltre che con i suoi successi ancor di più con i suoi atti incompiuti. Potrebbe essere in atto una fedeltà inconscia verso il suo insuccesso professionale o un prendersi carico del suo destino incompiuto.

Le soluzioni

A volte azioni semplici, facili frasi, espresse nel giusto contesto, possono risolvere queste fedeltà familiari lavorative, come:

“Tu non hai avuto successo sul lavoro” oppure “Tu sei andato in fallimento” o, se è il caso, “Tu hai dilapidato tutti i soldi della famiglia“.

seguite, sentendolo profondamente, se vero, da:

“Io faccio come te” e “Io rispetto te e il tuo destino”  e, infine, dopo da “Per favore guardami con benevolenza se avrò ora successo nel mio lavoro“.

In questo modo, una fedeltà di debolezza può essere trasformata in  un legame familiare di forza.

Queste pratiche sistemiche, per quanto apparentemente semplici, possono dipanare trame lavorative complicate, false credenze e miti sul proprio destino professionale che si sono man mano stratificati negli anni, sulla base di modelli familiari inconsciamente ereditati.

Allo stesso modo possono sciogliersi i nodi con la difficoltà a riconoscere e rispettare l’autorità o i colleghi, uscendo dal ruolo della vittima, prendendo possesso della leadership del proprio ruolo lavorativo.

È tutto molto semplice, specie se fatto con l’aiuto di un esperto.

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