Descrizione
Percorso di coaching psicologico in gruppo con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo.
iCare
Un percorso per rimettersi al centro del proprio progetto di vita. iCare è una bussola per orientarsi nella complessità, un mezzo per viaggiare cognitivamente leggeri nella quotidianità, una pratica di cura di sé che è anche un acronimo per Comunicazione, Autostima, Relazioni ed Emozioni, gli aspetti fondamentali della crescita personale ma che sono anche quelli maggiormente meritevoli d’attenzione quando si attraversano momenti che hanno bisogno di essere compresi e superati.
Perché una difficoltà sul piano emotivo si ripercuote sempre sulla qualità delle relazioni, della comunicazione e dell’autostima. Ma anche la perdita o la scarsa qualità delle relazioni (in famiglia, con i figli, con il partner, con gli amici, nei luoghi di lavoro) porta cortocircuito emotivo, sentimenti di inefficacia e crollo dell’autostima.
La persona che vive questo tipo di difficoltà non coglie più la differenza tra causa ed effetto e finisce per sentirsi solo in uno stato di grande confusione.
Segno evidente che è arrivato il momento di mettere un poco di ordine.
“C” per Comunicazione
Quando una persona fatica a capirsi, molte volte dipende dal volume delle emozioni che può risultare troppo alto o troppo basso. Le cause possono essere molteplici (temperamento, personalità, condizioni transitorie, difficoltà di dialogo in famiglia, ad esempio, con i figli adolescenti, crisi di coppia, incomprensioni sul posto di lavoro ecc.) ma, quasi sempre, si accompagnano ad una bassa qualità delle relazioni e della comunicazione.
Le emozioni che si vivono nei momenti di maggior fragilità, infatti, determinano la qualità dell’attenzione, dei pensieri e le risposte relazionali. Può accadere, allora, che un tono neutro venga percepito come ostile o che una critica costruttiva venga vissuta come un attacco. La comunicazione si irrigidisce, si polarizza, perde flessibilità. L’intensità emotiva riduce la capacità di ascolto e di mentalizzazione: diventa difficile cogliere il punto di vista altrui e rispondere in modo adeguato.
“A” per Autostima
Una delle conseguenze dirette più comuni è che la persona, davanti ad una simile difficoltà, si autocolpevolizzi. Vissuto emotivo, comunicazione e autostima, infatti, non sono dimensioni separate: anzi, si alimentano reciprocamente, costruendo o indebolendo l’immagine che una persona ha di sé.
Se una persona fatica a regolare le proprie emozioni, facile che viva spesso esperienze interne intense e poco comprensibili. Questo rende difficile tradurle in parole, comunicarle in modo efficace e ricevere risposte adeguate dall’ambiente. La comunicazione, allora, si inceppa: diventa confusa, reattiva o evitante. E ogni interazione che non funziona rischia di trasformarsi in una conferma implicita di inadeguatezza. Nel tempo, queste esperienze si sedimentano. Se l’individuo non riesce a dare senso a ciò che prova e a costruire relazioni soddisfacenti (oppure, al contrario, se una relazione si deteriora per problemi di comunicazione e comprensione), può finire per attribuire a sé la responsabilità esclusiva del fallimento relazionale.
Senza un buon livello di consapevolezza emotiva, peraltro, diventa difficile anche autovalutarsi in modo realistico e riconoscere le proprie risorse. Così, l’autostima si indebolisce: non tanto perché la persona “vale meno” ma perché non riesce a percepirsi come efficace nel rapporto con se stessa e con gli altri.
“R” per Relazioni
D’altro canto, quando l’autostima è fragile, non resta confinata dentro l’individuo: si riflette inevitabilmente nel modo in cui egli entra in relazione con gli altri. L’immagine che abbiamo di noi stessi orienta, infatti, aspettative, comportamenti e modalità comunicative.
Una persona con bassa autostima tende a percepirsi come inadeguata o non meritevole e questo influenza profondamente la qualità delle sue relazioni. Può diventare ipersensibile al giudizio, interpretare segnali neutri come rifiuto oppure adottare strategie difensive di chiusura, di evitamento o, al contrario, di esasperata ricerca di approvazione. In tutti i casi, la comunicazione perde autenticità e spontaneità.
Se, inoltre, manca una fiducia di base in sé, diventa difficile esporsi davvero: dire ciò che si pensa, esprimere bisogni, sostenere un confronto. Ma la relazione si fonda proprio su questo scambio reciproco, sull’equilibrio tra apertura all’altro e riconoscimento dell’altro.
Alla fine, si crea un circolo vizioso: le difficoltà relazionali confermano l’idea negativa di sé e quell’idea continua, silenziosamente, a sabotare ogni nuovo incontro. Ecco che distinguere tra causa ed effetto diventa impossibile. O si autorealizza ogni più catastrofica profezia che l’individuo fa su di sé.
“E” per Emozioni
Una condizione come quella descritta è molto comune e indica che bisogna trovare uno spazio per registrare le emozioni che hanno fatto corto circuito e ritrovare la serenità. Una persona che vive una difficoltà sul piano della comunicazione, delle relazioni e dell’autostima non è, infatti, soltanto in balia delle sue emozioni: piuttosto, è come se perdesse aderenza rispetto al proprio nucleo e mettesse a rischio tutto di sé.
Le dimensioni analizzate non possono essere, dunque, considerate come separate ma come dimensioni fondanti dell’essere umani: perché emozioni non regolate alimentano pensieri negativi su di sé che, a loro volta, compromettono comunicazione e relazioni. In questo modo il sistema continua a riprodurre il proprio squilibrio.
Ecco perché imparare a regolare opportunamente le emozioni è un atto che ognuno deve a se stesso.
Il metodo
Il metodo fondante di iCare è il Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva di Stefano Centonze. Si tratta di un approccio esperienziale all’evoluzione personale e alla definizione di sé, attraverso la creatività, la pratica artistica spontanea e la narrazione di sé. Un metodo che prepara la persona all’autoconsapevolezza, alla buona qualità delle relazioni e alla comunicazione.
Ogni esperienza creativa, con ciò intendendo indifferentemente tanto l’arte che l’espressione artistica, possiede, infatti, il dono di trasferire le emozioni dall’interno all’esterno della persona, grazie alle diverse forme (arte figurativa, musica, movimento corporeo, danza, scrittura), e di vederle in azione. Per questo, l’arte è una pratica elettiva per riconoscere e regolare le emozioni e per autodefinirsi e autodeterminarsi.
In questo senso, riappropriarsi del sua messaggio intrinseco, che è sempre autobiografico, accompagna la persona verso l’approfondimento della conoscenza di sé, dei suoi meccanismi di funzionamento e attiva il dialogo pacificatore per ritrovare la serenità.
La Psicologia dell’empowerment
Il modello teorico di riferimento del percorso di coaching psicologico iCare è la Psicologia dell’empowerment di Julian Rappaport.
All’interno di questa cornice teorica, centrale è il concetto di potere (power) in quanto capacità dell’individuo di agire con efficacia nel proprio ambiente. L’empowerment, in questo senso, si costruisce nella relazione con l’ambiente (famiglia, scuola, comunità, istituzioni), nella consapevolezza che la difficoltà della persona non è un fatto individuale ma esito di contesti deprivanti, esclusivi o disabilitanti.
Gli individui, portatori di risorse spesso sconosciute anche a loro stessi, per riprendersi l’egemonia sulle proprie vite, possono, in questo senso, attivare risorse locali e saperi dal basso per aumentare il senso di autoefficacia, competenza e padronanza.
“L’empowerment è il processo tramite il quale individui, organizzazioni e comunità acquistano maggiore controllo sulle proprie vite.” J. Rappaport
Direttore del percorso “iCare”
Chi è Stefano Centonze?
Stefano Centonze è Psicologo Clinico e della Riabilitazione, Formatore ed ha conseguito un Master in Tecniche di analisi della persona. Formatore nei contesti aziendali, scolastici, sociali e sportivi, Docente universitario a contratto, Editore, Autore, Ideatore del Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva e l’evoluzione personale, Fondatore e Direttore di Artedo Network, rete italiana tra Scuole di Arti Terapie, e della Scuola di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Il suo approccio integra rigore scientifico, dimensione esperienziale e visione.
Con le Edizioni Circolo Virtuoso ha pubblicato, tra gli altri,
- L’intelligenza Emotiva. Perché è così importante, come può essere allenata, dove si applica (2023);
- l Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva (2025);
- La didattica dell’intelligenza emotiva. Emozioni e apprendimento (2025);
- Comunicare con intelligenza emotiva (2025).
Struttura e programma
Percorso in gruppo di coaching psicologico “iCare”
✅ Un incontro di gruppo a settimana della durata di 2 ore;
✅ Durata complessiva: 6 settimane;
✅ Monte ore totale: 12 ore;
✅ Incontri in diretta zoom;
✅ Obbligo di connessione internet stabile e pc fisso o portatile (no tablet, no smartphone);
✅ Richiesti materiali artistici per lo svolgimento delle attività pratiche (comunicati via mail);
✅ Calendario degli incontri comunicato sul sito.
INVESTIMENTO
Valore reale del percorso
€ 1.290,00
In offerta
€ 590,00





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