L’espressione mimica delle emozioni universali
5 ore di formazione accreditata MIM
Corso di alfabetizzazione ed educazione emotiva per riconoscere e dare un nome agli stati d’animo
«Il volto è un sistema di risposta multisegnale e multimessaggio, capace di un’enorme flessibilità e specificità». P. Ekman
Da sempre l’essere umano cerca di leggere ciò che accade sul volto degli altri prima ancora che nelle loro parole. È un impulso antico, quasi istintivo, che solo nella seconda metà del Novecento ha trovato un metodo scientifico grazie agli studi di Paul Ekman e Wallace Friesen. Per la prima volta, le espressioni facciali sono state osservate, codificate e misurate con criteri rigorosi.
Il volto è il nostro crocevia emotivo: è lì che si incontrano chi comunica e chi ascolta, è lì che le intenzioni si rivelano, che le storie interiori emergono, anche quando non ce ne accorgiamo.
Un lieve movimento delle sopracciglia, una tensione impercettibile delle labbra, l’apertura delle palpebre… ogni microscopica variazione muscolare diventa un indizio prezioso, spesso più affidabile delle parole.
Le tecniche nate per studiare il comportamento facciale rispondono a una domanda antica:
Che cosa lega ciò che sentiamo, ciò che siamo e ciò che comunichiamo attraverso il viso?
Ed è da questa domanda che prende forma l’intera educazione emotiva: comprendere per connettersi, leggere per ascoltare davvero, riconoscere per comunicare in modo più autentico.
Come si legge la mimica facciale?
Il contributo più noto, il Facial Action Coding System (FACS), elaborato da Ekman e Friesen negli anni Settanta del secolo scorso e perfezionato nel 2002 con Joseph Hager, si fonda sull’idea che alcune emozioni fondamentali siano universali. Impresse sul volto attraverso micromovimenti specifici, offrono indizi preziosi degli stati d’animo e dei pensieri della persona che le manifesta. È l’alfabeto sottile delle emozioni, un linguaggio immediato che tutti possediamo e che, se impariamo a leggere, ci permette di comprendere meglio noi stessi e gli altri.
Il vantaggio di riconoscere le emozioni che proviamo
Riconoscere le emozioni e chiamarle per nome è una competenza che cambia la vita: non solo quella interiore, ma anche il modo in cui abitiamo le relazioni e il tessuto sociale. La nostra esperienza emotiva, infatti, è un territorio complesso, attraversato da sfumature sottili che spesso si presentano in forma ambivalente o persino contraddittoria. Quando queste emozioni restano senza parola, sospese in una sorta di anonimato interiore, diventano un linguaggio muto che orienta scelte, comportamenti e legami, sottraendoci la possibilità di comprenderne davvero la direzione.
Alfabetizzazione emotiva
Dare un nome a ciò che si prova significa attribuirgli una forma, delimitarne i confini e, in questo modo, renderlo pensabile. È un gesto che trasforma un vissuto caotico in un contenuto mentale che può essere elaborato e, gradualmente, integrato. In altre parole, la nominazione è il primo atto di governo di ciò che accade dentro di noi.
Ponte tra mondo interno ed esterno
Ma il nome non serve soltanto a riconoscere un’emozione: apre un ponte tra il mondo interno e l’esterno. Una persona che sa dire “sono triste”, ad esempio, non solo comprende ciò che le accade ma rende possibile agli altri di avvicinarsi, di risuonare, di rispondere. Questo attiva un processo di regolazione reciproca che rafforza la qualità dei legami, rendendoli più autentici e più sicuri. Al contrario, quando le emozioni restano indistinte, il rischio è di agire attraverso esplosioni impulsive, difese rigide o ritiri improvvisi che finiscono per creare distanza invece che connessione.
Infrastruttura di civiltà
Sul piano sociale, la capacità di nominare le emozioni rappresenta una vera infrastruttura di civiltà. Una cultura che dispone di un linguaggio emotivo ampio e condiviso favorisce la comprensione reciproca, riduce il rischio di conflitti e crea spazi più inclusivi. Dire “provo vergogna”, “sento nostalgia”, “sono geloso”, “mi sento grato” diventa un atto di trasparenza che riduce i malintesi e alimenta fiducia, connessione e responsabilità relazionale.
Riconoscere e dare un nome alle emozioni che proviamo sono le basi dell’intelligenza emotiva.
Il vantaggio di riconoscere le emozioni degli altri
Riconoscere le emozioni sul volto degli altri e attribuire loro il nome corretto è, d’altro canto, una delle competenze più raffinate dell’intelligenza emotiva. Il volto umano, come già ricordato, è il luogo privilegiato in cui le emozioni affiorano spontaneamente, spesso prima ancora che la persona abbia il tempo o la volontà di filtrare ciò che prova. Le micro-espressioni, quei movimenti rapidi e sottili dei muscoli facciali, diventano così finestre preziose sul mondo interno dell’altro. Leggerle significa disporre di una mappa che guida attraverso la complessità dei vissuti altrui, aprendo spazi di comprensione, connessione e autentica empatia.
Relazioni migliori
Il primo beneficio riguarda la qualità delle relazioni. Quando riusciamo a cogliere la paura dietro un sorriso trattenuto, la tristezza dietro uno sguardo che sfugge o la rabbia dietro un’espressione irrigidita, superiamo la superficie e ci avviciniamo alla verità emotiva dell’altro. Questo ci permette di modulare le nostre parole, i nostri gesti, persino il nostro tono, affinché chi abbiamo davanti si senta visto, accolto, riconosciuto. È in questa dimensione che la relazione smette di essere semplice formalità e diventa incontro, spazio di fiducia e di reciproca apertura.
Vantaggio strategico
In ambito sociale e professionale, questa capacità si traduce in un vantaggio strategico. Nella leadership, nella negoziazione, nel lavoro di squadra, i segnali emotivi non verbali permettono di intercettare in anticipo tensioni nascoste, entusiasmi latenti o segnali di stress che le parole ancora non rivelano. Un leader che sa leggere il volto dei collaboratori riconosce i momenti in cui intervenire, sostenere, allentare la pressione o riorientare il gruppo. Analogamente, nei contesti clinici, educativi e di aiuto, questa competenza diventa un canale essenziale per creare fiducia e facilitare processi di apprendimento e cambiamento.
Risoluzione dei conflitti
Sul piano personale, saper riconoscere le emozioni altrui rafforza l’empatia e riduce i fraintendimenti. Molti conflitti non nascono da ciò che è realmente accaduto, ma dall’incapacità di leggere ciò che l’altro prova. Dare un nome alle emozioni percepite sul volto dell’altro, con tatto, con rispetto, con delicatezza, significa offrirgli uno specchio in cui riflettersi. È un gesto che alleggerisce il carico emotivo, apre alla possibilità di chiarire e ricostruire, rende la relazione più stabile e più vera.
Riconoscere e nominare le emozioni sul volto dell’altro è un potente strumento di connessione umana, di maturazione personale e di efficacia comunicativa.
L’utilità di leggere il volto
Il corso, oltre a fornire indicazioni sulla lettura della microespressioni del volto secondo il FACS, delinea i criteri di un metodo di osservazione per
- analizzare il viso, suddividendolo per aree espressive;
- conoscere le origini e i fattori che attivano le diverse emozioni;
- comprendere la personalità che si cela dietro alla mimica facciale;
- immaginare la storia emotiva di chi ha in una data emozione lo stato d’animo prevalente;
- anticiparne le intenzioni, smascherare bugie e incongruenze.
Competenze utilissime, tra l’altro, in ambito:
- educativo e scolastico (perché migliora la qualità della relazione dicente-discente e accresce il livello degli apprendimenti);
- nella formazione e nell’istruzione (che coinvolgono gli insegnanti, gli educatori, i pedagogisti, gli studenti e i formatori degli adulti)
- giuridico, investigativo e della sicurezza (perché aiuta a smascherare gli autori di reati);
- aziendale (in relazione, ad esempio, alla selezione, alla valutazione, alla gestione del personale e allo sviluppo delle risorse umane, dalla formazione al coaching).
- Ma anche nelle relazioni interpersonali (accresce la capacità di comprensione reciproca e l’empatia);
- nella formazione e nell’istruzione (che coinvolgono gli insegnanti, gli educatori, i pedagogisti, gli studenti e i formatori degli adulti);
- nella mediazione, nel coaching e nel counseling, che si praticano nelle strutture sanitarie (per il sostegno alla persona, per promuoverne atteggiamenti attivi e capacità inespresse)
- nel settore sociosanitario (in relazione alla comprensione da parte del paziente delle indicazioni del medico e alla comprensione da parte del medico del dolore degli ammalati, alle attività di diagnosi e terapia in psicologia e psicoterapia);
- nel settore delle vendite e degli acquisti, delle relazioni negli ambienti di lavoro con i colleghi, con i leader e con i clienti.
Il metodo
Il Facial Action Coding System (FACS)
Il corso si fonda sul Facial Action Coding System elaborato da Paul Ekman con Friesen e Hager, il sistema che ha individuato oltre diecimila combinazioni muscolari che rivelano la personalità che produce l’emozione, la storia che la genera e il modo di essere che la modula, e analizza l’espressione mimica delle sei emozioni universali: gioia, rabbia, paura, tristezza, sorpresa e disgusto.
Attraverso le Action Unit (AU) tipiche di ogni emozione analizzata, è possibile inferire (o immaginare) la personalità e la storia emotiva delle persone ed entrare in risonanza empatica con esse:
- riconoscere, ad esempio, la tristezza dalle sopracciglia sollevate permette di comprendere la fragilità;
- identificare un sorriso forzato aiuta a comprendere la sincerità degli interlocutori, ovvero il suo opposto;
- cogliere la rabbia da una microespressione permette di regolare parole e comportamenti per prevenire un conflitto;
- leggere la paura negli occhi spalancati fa percepire i traumi che hanno plasmato il modo di stare al mondo.
Direttore e formatore del corso
Stefano Centonze
Chi è Stefano Centonze
Stefano Centonze è Psicologo Clinico e della Riabilitazione, Formatore ed ha conseguito un Master in Tecniche di analisi della persona. Formatore nei contesti aziendali, scolastici, sociali e sportivi, Docente universitario a contratto, Editore, Autore, Ideatore del Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva e l’evoluzione personale, Fondatore e Direttore di Artedo Network, rete italiana tra Scuole di Arti Terapie, e della Scuola di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Il suo approccio integra rigore scientifico, dimensione esperienziale e visione.
Con le Edizioni Circolo Virtuoso ha pubblicato, tra gli altri,
- L’intelligenza Emotiva. Perché è così importante, come può essere allenata, dove si applica (2023);
- l Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva (2025);
- La didattica dell’intelligenza emotiva. Emozioni e apprendimento (2025);
- Comunicare con intelligenza emotiva (2025).
Struttura del corso
Offerta formativa e competenze in uscita
Monte ore: 5 ore di formazione accreditata MIM
📦 e-book: “L’espressione mimica delle emozioni primarie”
Trascrizione del videocorso per fissare gli apprendimenti (con materiale fotografico integrato)
✅ Videocorso teorico.
Alfabetizzazione emotiva, i vantaggi di riconoscere le proprie e le altrui emozioni
✅ Videocorso pratico: “Le emozioni universali”
Gioia, paura, rabbia, disgusto, sorpresa, tristezza. Origini e tratti di personalità ipotizzabili.
✅ Ebook per esercitazione
Te lo leggo negli occhi: esercitazione sulle competenze apprese.
Competenze in uscita
Accrescere il livello di competenza ed alfabetizzazione emotiva, riconoscere le microespressioni delle emozioni primarie, affinare le tecniche di osservazione, comprendere lo stile di personalità sotteso a ciascuna emozione prevalente, allenare l’empatia.
INVESTIMENTO
Valore reale del corso
€ 190,00
In offerta
€ 99,00
Programma del Corso
| L’espressione mimica delle emozioni universali | |||
| Alfabetizzazione emotiva come fuga dal conflitto | 00:15:00 | ||
| Caratteristiche delle emozioni di base Parte 1 | 00:07:00 | ||
| Caratteristiche delle emozioni di base Parte 2 | 00:18:00 | ||
| Il disgusto | 00:24:00 | ||
| La rabbia | 00:25:00 | ||
| La paura | 00:15:00 | ||
| La tristezza | 00:14:00 | ||
| La gioia | 00:11:00 | ||
| La sorpresa | 00:10:00 | ||
| Il litost | 00:07:00 | ||
| Il vantaggio di riconoscere le altrui emozioni | 00:18:00 | ||
| ebook estratto_Espressione mimica delle emozioni | 00:00:00 | ||
| Prova conclusiva | 00:00:00 | ||
Recensioni del corso
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