Contrariamente al pensiero comune, dietro al raggiungimento dei traguardi più ambiziosi non c’è il talento, ma la giusta forma mentis. L’impostazione mentale di tutti noi può essere rigida o di crescita. Secondo la prima, gli individui hanno capacità innate che difficilmente possono essere sviluppate o migliorate; la forma mentis di crescita, al contrario, si basa sull’idea che impegno, amore per l’apprendimento e umiltà possano aiutare ognuno di noi a raggiungere i propri obiettivi. Scegliere la giusta impostazione mentale può cambiare, quindi, le sorti di relazioni, business, carriere sportive e rivoluzionare l’intera vita di un individuo.
Cambiare la propria mentalità per conseguire il successo
La forma mentis può influire sulla qualità della nostra vita e sul pieno sviluppo del nostro potenziale. Nel suo illuminante saggio Mindset. Cambiare forma mentis per raggiungere il successo Carol Dweck ci insegna come apportare un cambiamento alla nostra forma mentis possa contribuire a rivoluzionare tutti gli aspetti della nostra vita. Il cambiamento è un percorso impegnativo e pieno di ostacoli, ma ci aiuta a sviluppare appieno le nostre capacità. Sebbene le persone possano differire nei loro talenti, attitudini, interessi e temperamenti iniziali, tutti possono cambiare e crescere attraverso l’impegno e l’esperienza. Le persone, infatti, possono fare molto di più di quanto possa sembrare.
Gli ingredienti del successo: impegno e perseveranza
La società contemporanea considera molto spesso il talento naturale come una risorsa più preziosa rispetto al duro lavoro e alla perseveranza. È un’idea abbastanza diffusa considerare un genio o un talento naturale chi raggiunge un alto livello di esecuzione in un determinato campo e non tenere nel debito conto il duro lavoro che produce un tale risultato.
Ma è davvero il talento naturale, ciò che conseguiamo senza alcuno sforzo apparente, l’unico ingrediente per il successo?
La maggior parte di noi preferisce credere che l’unica spiegazione plausibile per l’incredibile risultato di un atleta o di un musicista risieda nel talento naturale. Credenza comprensibile in quanto ci permette di crogiolarci nel nostro status quo, convinti dell’impossibilità di raggiungere livelli più elevati con l’impegno e la perseveranza. Tuttavia, numerosi studi dimostrano che il talento non è l’unico ingrediente a determinare il successo.
Nel suo saggio “Grinta”, Angela Duckworth descrive come il successo sia dovuto più alla passione e alla perseveranza che al talento naturale. Secondo la Duckworth l’impegno è incredibilmente importante. Per spiegarlo ha creato due equazioni:
talento + impegno = abilità, il talento è quanto velocemente possiamo apprendere un’abilità attraverso l’impegno;
abilità + impegno = risultato, il risultato è ciò che si ottiene quando si mettono a frutto le abilità acquisite.
Il talento, quindi, è importante per l’ottenimento di un risultato, ma l’impegno lo è il doppio. Il nostro potenziale è una cosa. Come lo usiamo è completamente un’altra cosa. Senza impegno, il talento è solo potenziale inutilizzato; con l’impegno, invece, diventa un’abilità, lo sforzo continuo poi rende l’abilità produttiva.
Le caratteristiche principali della mentalità di crescita
Gli individui con una mentalità di crescita sviluppano quattro caratteristiche principali:
- l’interesse,
- la disciplina a impegnarsi,
- la convinzione che il proprio lavoro sia importante e significativo e infine
- la speranza.
La ricerca dimostra che gli individui conducono una vita più gratificante e lavorano con maggiore impegno e con migliori risultati quando si dedicano a qualcosa di significativo, che amano e che rispecchia i loro interessi. Per crescere, tuttavia, non basta solo praticare continuamente il proprio interesse, ma occorrono anche disciplina, pratica e impegno costanti.
La crescita personale combina, inoltre, l’interesse con uno scopo più grande, col desiderio di contribuire, attraverso il proprio lavoro, al benessere altrui. Il significato profondo del fine è che ciò che facciamo non è importante solo per noi ma anche per altre persone. Non è importante il tipo di lavoro, ma l’idea che si ha di esso e la sua connessione con i propri valori più profondi. Se si pensa che posare i mattoni di un edificio serva un fine più grande che non corrisponde al solo tornaconto personale, allora si mostrerà una maggiore motivazione nella ricerca di una vita significativa.
Anche la speranza che le nostre azioni e il nostro impegno possano avere effetto e migliorare il futuro è decisiva per sviluppare una mentalità di crescita. Si tratta di una speranza correlata alla perseveranza e a una visione più positiva e ottimistica delle avversità. Gli individui con una mentalità fissa e con un’attitudine negativa credono di non poter cambiare o migliorare, che non esista alcuna soluzione ai problemi. Allora, interpreteranno tutte le avversità o gli intoppi in maniera negativa, come una prova della loro incapacità, smetteranno di cercare e realizzeranno proprio ciò in cui credono.
Una mentalità di crescita, invece, spinge a credere che con l’impegno si può sempre fare di meglio; si vedranno le difficoltà in maniera positiva come sfide da superare, che a loro volta ci renderanno più forti. La speranza, l’ottimismo e una mentalità di crescita insegnano a non darsi per vinti alla prima difficoltà e a perseverare nel praticare qualcosa che amiamo e che crediamo abbia uno scopo più grande che guida la nostra vita.
I leader migliori e l’impostazione mentale di crescita
Nel suo libro Good to great, Jim Collins individua nella leadership l’elemento cruciale tra i fattori che differenziano una compagnia mediocre da una eccellente. Nelle aziende che non riescono a fare il salto di qualità, il leader è spesso autoreferenziale, a volte dispotico e poco propenso a mettersi in gioco, tutti sintomi di una forma mentis rigida che promuove il timore e impedisce l’innovazione.
Al contrario le aziende che raggiungono l’eccellenza hanno a capo leader capaci di lasciar andare paure e timori di fallimento e sempre disposti a imparare e a porre al primo posto, l’umiltà, la fiducia nel potenziale umano, nello sviluppo e nell’apprendimento continuo, la collaborazione e la comunicazione positiva all’interno del gruppo di lavoro.
Non a caso, molti studi dimostrano come i dipendenti delle aziende con mentalità di crescita siano generalmente più soddisfatti e propensi all’innovazione e al pensiero laterale in quanto maggiormente sostenuti nel correre rischi.
La mentalità di crescita è il segreto delle relazioni di successo
L’impostazione mentale influisce in maniera decisiva anche sulle relazioni interpersonali. Nelle relazioni di coppia o nei matrimoni, per esempio, la mentalità rigida può portare molto velocemente a un finale indesiderato. Questa forma mentis introduce, infatti, nelle relazioni l’idea dell’amore perfetto in ogni dettaglio, in tutto e per tutto la trasposizione del talento che abbiamo visto in altri ambiti.
Secondo questo preconcetto, una relazione è destinata a durare solo nel caso in cui tutto proceda alla perfezione; quando, invece, si renda necessario lavorare e investire del tempo sul rapporto, semplicemente non si tratta della persona giusta. Sono frutto di questa forma mentis anche due pregiudizi, spesso messi in atto all’interno della coppia:
- da un lato, l’idea che all’interno della coppia i due componenti debbano per forza condividere la stessa visione;
- dall’altro, l’idea che se qualcosa va storto, sia sempre colpa del difetto altrui. Difetto che, in puro stile di rigidità, non può in alcun modo essere corretto.
Un atteggiamento completamente opposto viene messo in atto, invece, dalle coppie con mentalità di crescita, che affrontano il rapporto con spirito di sviluppo e adattamento all’altro, andando oltre i pregiudizi legati all’amore perfetto. Chi ha una mentalità di crescita sa che una relazione per funzionare deve essere accompagnata e che ogni ostacolo è un buon motivo per imparare dall’altro e aiutarsi a vicenda nella crescita come individui e come coppia. Questi meccanismi possono essere trasposti anche ad altre relazioni interpersonali, in particolare modo all’amicizia.
Insegnamento, genitorialità e incoraggiamento alla crescita
Se in tutti i campi l’applicazione di una mentalità di crescita è importante, quando si parla di genitorialità e scuola diventa fondamentale. La forma mentis è un’impostazione mentale che facciamo nostra sin dalla più tenera età. Per evitare di nutrire una forma mentis sbagliata, è importante evitare il complimento fine a se stesso su bravura, talento o intelligenza, il quale, invece di porre l’attenzione sulle possibilità di miglioramento e avanzamento, la pone sulle presunte qualità innate del bambino.
Per fare un esempio, potremmo dire che quando esprimiamo il complimento “impari in fretta e senza bisogno di studiare troppo” il bambino percepisca “devo smettere di studiare, altrimenti non apparirò abbastanza intelligente”. Questo non è un divieto, dunque, di incoraggiare o complimentarsi con il bambino, ma evidenzia la necessità di farlo nel modo giusto, mettendo in luce il lavoro necessario per raggiungere l’obiettivo.
Per impostare e portare avanti con successo una forma mentis di crescita, genitori e insegnanti devono evitare il complimento fine a se stesso privilegiando l’elogio connesso al lavoro fatto per raggiungere un traguardo. Lo stesso concetto vale per il rimprovero. Molti genitori credono che quando puniscono stiano insegnando, ma niente è più sbagliato: stanno in realtà imponendo la propria visione, insegnando la paura del giudizio e del pensiero indipendente.
Marva Collins e il lavoro degli insegnanti
Anche il lavoro degli insegnanti è importante nell’impostazione della forma mentis di bambini e ragazzi. Ancora troppo spesso, scuola e insegnamento si basano su una forma mentis rigida che considera gli studenti intelligenti e talentuosi tanto quanto il primo giorno di scuola, trascurando ogni possibilità di crescita.
D’altro canto, come ci insegna il caso dell’insegnante americana Marva Collins, che negli anni Settanta, grazie alla creazione di un ambiente accogliente e rassicurante, riuscì a tramutare studenti espulsi da altre scuole e considerati casi disperati in provetti studiosi, la mentalità di crescita comporta il mantenimento di standard culturali alti.
Messa di fronte a bambini definiti dislessici o affetti da altri disturbi dell’apprendimento e del comportamento, Marva era convinta che il vero problema non fossero i bambini, ma il metodo di insegnamento usato con loro fino a quel momento. Nessuno li aveva mai stimolati abbastanza e di conseguenza i bambini non credevano in se stessi. Non avevano mai fatto l’esperienza di essere spronati a perseverare e a scoprire di che cosa fossero veramente capaci. La professoressa Collins mise da parte tutti i vecchi libri di testo e si mise a insegnare Shakespeare, Tolstoj, Sofocle e altri classici del pensiero.
Tutti gli altri insegnanti erano convinti che quei ragazzi avrebbero capito ben poco e attaccarono Marva dicendo che col suo metodo d’insegnamento avrebbe distrutto la loro vita. Al contrario, i suoi scolari non solo comprendevano quello che lei insegnava ma, addirittura, iniziarono a rifiorire grazie a questa insegnante che credeva fermamente nelle potenzialità dei bambini e nella loro capacità di imparare qualsiasi cosa.
Un significativo intervento sulla mentalità scolastica, ancora troppo spesso ancorata su un’impostazione rigida, grazie a metodi di insegnamento basati sulla forma mentis di crescita, può cambiare, quindi, sostanzialmente il presente e il futuro di molti bambini e ragazzi.
La mentalità di crescita nello sport aiuta gli atleti a migliorare la performance e superare i propri limiti
Un altro ambito nel quale il talento è tenuto in altissima considerazione è lo sport. Eppure, anche nelle discipline sportive la legge del talento non è tutto, ma uno sguardo più approfondito svelerà come i migliori sportivi nascondano spesso una forma mentis di crescita. Uno degli esempi più emblematici ci viene fornito dal campione di boxe Muhammad Ali, che agli albori della sua carriera venne reputato inadeguato alla pratica sportiva per via della sua conformazione fisica. Lungi dal farsi scoraggiare, Ali decise di puntare su studio e lucidità mentale per diventare il campione che oggi tutti conosciamo.
Altro esempio famosissimo è quello di Michael Jordan, che conobbe addirittura l’amarezza di un rifiuto al suo primo tentativo di entrare a far parte di una squadra.
Questi esempi dimostrano come il lavoro e l’impegno possano portare a livelli molto alti di miglioramento e di crescita. Tuttavia, se da un lato abbiamo personaggi di successo che sono riusciti ad andare oltre i propri limiti grazie a una forma mentis di crescita, dall’altro la storia sportiva abbonda di esempi di atleti in ascesa che, a causa di una forma mentis troppo rigida, non si sono impegnati abbastanza e non sono mai riusciti a raggiungere i livelli e i risultati auspicati.
La Art Coaching Smart School con il Metodo Autobiografico Creativo
In che modo è possibile, dunque, individuare e coltivare i differenti talenti personali? La scuola insiste sulle competenze linguistiche e logico-matematiche ma queste competenze, come spiega Howard Gardner, il teorico delle intelligenze multiple, nella vita reale, non sono sufficienti. Così, “se sei bravo nelle lingue, nella logica, andrai bene a scuola e penserai di essere intelligente e creativo. Fintanto che resterai a scuola, questa profezia avrà il dono di autorealizzarsi, dal momento che queste due intelligenze sono quelle da sempre usate per stabilire se una persona sia più o meno brava nello studio. […] Le scuole tradizionali sono, in definitiva, un eccellente strumento per formare alcuni tipi di capacità e certi tipi di persone, soprattutto educatori e docenti. Ma non funzionano assolutamente quando si pensa alla gamma completa delle intelligenze umane.”
Ecco, allora, la nascita della Art Coaching Smart School, la Scuola online di Crescita Personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, a uso di formatori, educatori, insegnanti, manager e leader, che, attraverso i mezzi artistici e la proposta di numerose attività volte allo sviluppo della creatività e della consapevolezza emotiva, aiuta a risvegliare e a prendere contatto con nuove risorse e doti latenti, a far emergere e ad accrescere i talenti, favorendo la crescita personale e professionale.


