Descrizione
Non solo “public speaking”
Quando si parla di public speaking, si tende a ridurlo a una semplice abilità tecnica, quella appunto di parlare bene in pubblico, dimenticando che, in realtà, tocca dimensioni molto più profonde della persona.
- Un corso di public speaking, infatti, lavora innanzitutto sulla consapevolezza: la persona impara a riconoscere le sue emozioni mentre parla, a gestire l’ansia, a trasformare l’attivazione fisiologica in energia comunicativa. Il che ha un impatto diretto sulla regolazione emotiva, perché abitua a restare presenti a se stessi anche nelle situazioni di esposizione.
- Poi c’è la dimensione comunicativa: la persona acquisisce strumenti concreti per strutturare un discorso, rendere chiaro un messaggio, usare voce e linguaggio non verbale in modo coerente. Il volto, il tono, i gesti diventano alleati nel trasmettere contenuti.
- Ma il beneficio più trasformativo riguarda l’autostima. Esporsi, essere ascoltati, ricevere feedback: tutto questo modifica progressivamente la percezione di sé. La persona si sente più efficace, più credibile, più legittimata a far sentire la sua voce, a prendere la parola.
- E, quasi come conseguenza naturale, migliorano anche le relazioni: perché chi comunica con chiarezza e presenza crea connessioni più autentiche.
In breve, imparare a parlare in pubblico significa imparare a stare nel mondo. Con più voce, ma soprattutto con più consapevolezza.
Il corso
Un corso, rigorosamente in presenza, è articolato in 10 moduli pratici da 3 ore ciascuno e sviluppa le competenze di
- regolazione e gestione delle emozioni,
- consapevolezza corporea,
- creatività espressiva,
- comunicazione verbale e non verbale,
- public speaking.
Questo corso, infatti, non serve solo a “parlare meglio”.
Serve soprattutto a trasformare la relazione tra pensiero, emozione e presenza, ad imparare a gestire nel modo più sano ansie e stati d’animo pervasivi che sono causa dell’insicurezza.
Serve, dunque, ad un pubblico eterogeneo di persone, come, ad esempio, a chi vuole, tra le altre cose,
- lavorare sull’autostima,
- vincere la timidezza,
- sentirsi più sicuro di sé,
- valorizzare le proprie risorse,
- percepirsi efficace.
Naturalmente, serve anche come corso di formazione, aggiornamento e perfezionamento per i professionisti chiamati a tenere abitualmente interventi, relazioni e discorsi pubblici per
- persuadere,
- informare o
- formare,
come, ad esempio, politici, imprenditori, conferenzieri, coach, docenti, leader, manager ecc.
Ha, dunque, effetti emotivi, cognitivi, relazionali, identitari e professionali.
Effetti emotivi: regolazione dell’ansia e autoefficacia
Uno degli impatti più evidenti di questo corso riguarda la gestione dell’attivazione emotiva.
Il parlare in pubblico attiva:
- paura del giudizio;
- ansia anticipatoria;
- timore dell’errore;
- bisogno di approvazione.
In questo percorso, il partecipante lavora su:
- regolazione fisiologica (respirazione, postura, ritmo);
- ristrutturazione dei pensieri disfunzionali;
- esposizione graduale;
- consapevolezza corporea.
Il risultato?
✔ Riduzione dell’ansia da performance;
✔ Aumento del senso di autoefficacia;
✔ Maggiore padronanza dello stato interno.
E questo effetto si generalizza: chi impara a gestire l’ansia, impara a gestire l’attivazione emotiva anche davanti a un pubblico, in riunioni, negoziazioni, colloqui, conflitti.
Effetti cognitivi: chiarezza, struttura, pensiero strategico
Il corso “L’arte di parlare in pubblico”:
- migliora la capacità di organizzare il pensiero;
- allena la sintesi e la gerarchizzazione dei contenuti;
- potenzia la capacità argomentativa;
- sviluppa la consapevolezza della coerenza tra messaggio e obiettivo.
Parlare in pubblico obbliga a rispondere a tre domande fondamentali:
- Cosa voglio dire?
- Perché lo sto dicendo?
- Cosa voglio che accada dopo?
Un processo che affina il pensiero critico e rende la comunicazione più intenzionale. E, di riflesso, migliora anche la scrittura, la didattica, la leadership.
Effetti relazionali: presenza, ascolto, impatto
Public speaking non significa solo parlare ma creare connessione.
Questo corso sviluppa, allora:
- competenze di comunicazione non verbale;
- uso consapevole di voce, silenzi, sguardo;
- capacità di leggere il feedback del pubblico;
- ascolto attivo.
Grazie al Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva, il corsista impara a:
- centrare la comunicazione sulla relazione (“che esperienza sto generando nell’altro?”), decentrandola dall’ego (“devo fare bella figura”);
- riconoscere le emozioni;
- leggere quelle degli altri;
- modulare il messaggio in tempo reale.
Effetti identitari: trasformazione dell’immagine di sé
Questo è l’aspetto più interessante.
Molte persone arrivano a un corso con una narrativa interna del tipo:
- “Io non sono portato”.
- “Non sono carismatico”.
- “Non so parlare”.
Attraverso esercitazioni, feedback e pratica, l’auto-percezione cambia.
La persona inizia a vedersi come:
- capace di influenzare;
- capace di guidare;
- capace di sostenere uno spazio pubblico.
E questa trasformazione ha un impatto diretto sulla leadership di sé.
Effetti professionali concreti
Sul piano operativo, gli esiti per i conferenzieri e i professionisti si traducono in:
- maggiore efficacia nelle presentazioni;
- miglior gestione di riunioni e team;
- più autorevolezza percepita;
- maggiore capacità persuasiva;
- miglioramento nella vendita e nella negoziazione;
- migliore gestione di aule formative.
In ambito manageriale, la competenza comunicativa è spesso il vero discrimine tra competenza tecnica e leadership riconosciuta.
Un effetto meno evidente: coerenza tra parola e identità
Il corso “L’arte di parlare in pubblico” di Stefano Centonze non si limita a tecniche retoriche e lavora su:
- congruenza tra messaggio e valori personali;
- autenticità;
- allineamento tra contenuto e postura emotiva.
Se c’è discrepanza tra ciò che dici e ciò che sei, il pubblico lo percepisce. E tu perdi di credibilità.
Per questo, il miglior corso di public speaking è quello che assicura un vero lavoro di integrazione personale.
Gli obiettivi
Sono obiettivi del corso:
- Autoregolarsi sul piano emotivo.
- Controllare l’ansia e trasformarla in energia positiva.
- Accrescere la sicurezza in se stessi.
- Migliorare l’autostima.
- Strutturare contenuti in modo logico, persuasivo e ad alto impatto emotivo.
- Migliorare chiarezza espositiva, articolazione e ritmo del discorso.
- Sviluppare una presenza scenica sicura, credibile e coinvolgente.
- Gestire discorsi per persuadere, per informare e discorsi improvvisati.
- Sperimentare tecniche (voce, respiro, corpo) per modulare l’impatto comunicativo.
- Favorire l’emersione di creatività, improvvisazione e storytelling efficace.
- Promuovere etica comunicativa, gestione delle informazioni e responsabilità nel discorso pubblico.
Il metodo
Il corso “L’arte di parlare in pubblico” utilizza le più note tecniche dell’arte oratoria (Aristotele, Cicerone, Dale Carnegie), sviluppate attraverso esercizi mirati, simulazioni reali, feedback immediato e riflessione critica, con videoregistrazioni per l’analisi accurata e l’autoanalisi del parlato e della presenza scenica, abbinate alle tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva e alle tecniche di role-playing e psicodramma per facilitare l’emersione di vissuti personali, la regolazione emotiva e la creatività scenica.
- Public speaking. Teoria e pratica sulle parti del discorso: ethos, logos, pathos (Aristotele); inventio, elocutio, dispositio, memoria, actio (Cicerone); discorsi per convincere, per informare e per formare (Carnegie). Simulazioni in aula e attività pratiche correlate.
- Metodo Autobiografico Creativo: attività di narrazione autobiografica guidata, ristrutturazione di esperienze personali in chiave comunicativa e traduzione di emozioni e vissuti in contenuti pubblici efficaci. Il focus è sull’identità comunicativa, la coerenza dei messaggi e l’emersione di autenticità.
- Role-playing e tecniche psicodrammatiche: utilizzo di tecniche teatrali (improvvisazione guidata, dialogo con la sedia vuota) e giochi di ruolo (inversione dei ruoli, tecnica del doppio) per esplorare scenari, ruoli e dinamiche relazionali in contesti pubblici. Le tecniche scelte connettono ai bisogni e ai valori personali, facilitano la gestione dell’emotività e l’osservazione distaccata e migliorano la presenza scenica attraverso la pratica.
Struttura del corso
✅ 30 ore in presenza in aula;
✅ 3 mesi circa di durata;
✅ 10 incontri da 3 ora cadauno;
✅ sede di svolgimento: Lecce, sede nazionale di Artedo Network;
✅ start I corso 2026: 18 aprile 2026;
✅ fine I corso 2026: 18 luglio 2026.
INVESTIMENTO
Valore effettivo del corso: € 2.300,00
Costo in offerta: € 990,00
📦 BONUS
Libro cartaceo
Comunicare con intelligenza emotiva (260 pagine)
Stefano Centonze
Edizioni Circolo Virtuoso, 2025
Direttore del corso e docente
Stefano Centonze
Stefano Centonze è Psicologo Clinico e della Riabilitazione, Formatore ed ha conseguito un Master in Tecniche di analisi della persona. Ha formazione teatrale ed esperienza come drammaturgo e regista. Formatore nei contesti aziendali, scolastici, sociali e sportivi, conferenziere, divulgatore, docente universitario a contratto, editore, autore, ideatore del Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva e l’evoluzione personale, fondatore e direttore di Artedo Network, rete italiana tra Scuole di Arti Terapie, e della Scuola di Leadership e Intelligenza Emotiva.
Il suo approccio integra rigore scientifico, dimensione esperienziale e visione.
Con le Edizioni Circolo Virtuoso ha pubblicato, tra gli altri,
- L’intelligenza Emotiva. Perché è così importante, come può essere allenata, dove si applica (2023);
- Il Metodo Autobiografico Creativo per l’intelligenza emotiva (2025);
- La didattica dell’intelligenza emotiva. Emozioni e apprendimento (2025);
- Comunicare con intelligenza emotiva (2025).
Accedi al corso “L’arte di parlare in pubblico”
30 ore di formazione a Lecce a 990€





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