Tra terra e mare

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Nella fiaba «Tra terra e mare» di Lucia Ottavi, scritta nel corso dei laboratori di crescita personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, il piccolo protagonista Lumì riesce a riaccendere la fiammella dell’entusiasmo grazie al prezioso aiuto di Stella Marina, una stella particolarmente attenta e sensibile che veglia su di lui. Nei momenti esistenziali più bui e di maggiore difficoltà, quando tendiamo istintivamente a rinchiuderci in noi stessi, la semplice apertura verso l’altro, la sua sola presenza può divenire una risorsa preziosa cui attingere per recuperare l’energia e l’entusiasmo perduti e ritrovare la speranza.

Quello di Lumì è un viaggio introspettivo verso la scoperta di sé, in cui riesce a vedersi con occhi diversi, a guardarsi dentro con l’aiuto di Stella Marina che, con la sua voce calma e suadente, gli sussurra sagge parole: “Sai Lumì, noi crediamo che tutto ciò che ci succede dipenda dagli altri, dal fato, dal destino, invece sappi che è stato tutto merito tuo, io ti ho solo cantato una canzone e carezzato il testolino, certo ti sono stata vicino, è bastata la mia presenza. Per il resto hai fatto tutto da solo, il lumicino è tornato ad ardere grazie alla tua forza di volontà! Che questa esperienza però ti serva da lezione: ricordati che questa luce appartiene solo a te, sei tu che hai in mano la situazione e non permettere più a niente e nessuno di spegnerla!!!”. Passare dall’atteggiamento reattivo a quello proattivo richiede, quindi, grande coraggio e forte senso di responsabilità nell’affrontare le avversità della vita, ma ci porta a scoprire e a prendere consapevolezza che, molto spesso, a determinare il corso degli eventi siamo noi stessi.

TRA TERRA E MARE

C’era una volta Lumì, un bambino piccolo piccolo che viveva a Raggiazzurro, un borgo marinaro.

Se non fosse stato per la sua testolina lucente nessuno l’avrebbe mai notato, era alto solo 45 centimetri.

Quando il venerdì andava al mercato, la sua mamma se lo perdeva puntualmente sotto i banchi dei venditori ambulanti.

Cresciuto, Lumì era stato assunto dalla Capitaneria di porto di Raggiazzurro; la sua mansione era quella di indicare la rotta da seguire ai pescherecci quando, durante la notte, il fulgore delle stelle ed il bagliore della luna si affievolivano.

Sessione di Art Coaching

Con il suo lavoro si guadagnava il necessario per vivere in modo dignitoso; ogni giorno mangiava del buon pesce fresco e aveva anche incontrato l’amore, dove secondo voi? In fondo al mare. Accadde una notte mentre era al lavoro e pensava a tutt’altro. Era immerso nei suoi pensieri quando fu attirato da un bagliore luminescente che faceva capolino tra le onde: era Cassiopea, una bellissima medusa che giocava a nascondino tra le onde, appariva un istante e poi scompariva di nuovo.

Lei si divertiva molto, mentre questo tira e molla faceva impazzire Lumì ma lui, caparbio com’era, riuscì a farla innamorare.

Una notte però si scatenò una tremenda tempesta che nessuno aveva previsto.

I marinai guidati da Lumì si trovavano in mare quando il perfido vento Bararat, invidioso del ragazzo che era buono, sincero e benvoluto da tutti, soffiò così forte fino a spegnere il suo lumicino.

Da questo momento in poi la vita del povero Lumì divenne un inferno: nessuno lo vedeva più, perse il lavoro e non poteva neanche più andare a Nettunia a trovare la sua bella Cassiopea.

Egli divenne sempre più scontroso e solitario, perse la sua naturale gentilezza e divenne furioso; era arrabbiato con il mondo intero, aveva perso il bagliore e la voglia di vivere.

Così si chiuse in casa, buttò via la chiave e decise che non sarebbe più uscito di là.

Ma una stella particolarmente attenta e sensibile lo vide e decise di volare in suo aiuto.

Devi sapere, caro lettore, che ognuno ha una buona stella che veglia su di lui e che lo protegge… quella di Lumì si chiamava appunto “Stella Marina”.

Tecnico del Metodo Autobiografico Creativo - Coach in Intelligenza Emotiva per l'Empowerment

Fu così che una notte, mentre Lumì dormiva scese da lui, si avvicinò al suo morbido lettino e carezzandolo gli cantò una canzone che diceva: «Caro Lumì, non temere, la tua luminosità riuscirai di nuovo ad avere …».

La mattina seguente il ragazzino si svegliò stranamente di buon umore, rilassato e pieno di energia.

Vedeva, dopo un periodo in cui le Ombre nere avevano preso il sopravvento, i colori più vivaci: il giallo del sole, il blu del mare, il verde delle piante, il rosso del suo gatto… e così via.

Si guardò allo specchio e … come per magia, la fiammella era tornata al suo posto!

Non riusciva a credere ai suoi occhi, era talmente felice che uscì subito di casa senza neanche fare colazione, andò dai suoi amici pescatori e disse loro che dovevano assolutamente portarlo a Nettunia: «Quest’evento va festeggiato come si deve!» esclamò.

Una volta sceso negli abissi marini, raccontò tutto a Cassiopea e così decisero di organizzare una festa grandiosa in cui si sarebbe cantato, ballato e mangiato per tre giorni e tre notti.

Vennero invitati tutti, ma proprio tutti gli abitanti di Nettunia e Raggiazzurro, compreso il sindaco, il sig. Calzalloffe e gli assessori: Mencennetta, Putiferio, Ursus e la signora De Inettis; gli abitanti di Nettunia parteciparono con l’allegria che da sempre li contraddistingue: la Banda del Polpo suonò in maniera divina, l’aragosta Augusta teneva il tempo schioccando le chele, il Coro delle Vongoline li accompagnava, il cavalluccio marino Uccio aveva curato la coreografia del Gran Corpo di Ballo delle Sardine, perfino il riccio Mauriccio che se ne sta sempre da solo, chiuso in se stesso, partecipò.

Professione Art Coach

Per l’occasione tutte le pescioline si erano vestite a festa: era stato aperto per la prima volta il grande forziere che si trovava all’interno di un galeone affondato, così ognuna aveva ricevuto un gioiello per l’occasione speciale; naturalmente la più bella, la regina della festa era Cassiopea perché sul suo volto era ricomparso il suo bellissimo sorriso.

Lumì era radioso, la vita era tornata a sorridergli ma doveva ancora scoprire a chi attribuire il merito di quel miracolo.

Gli venne subito in mente la stellina Marina, lei sì che avrebbe saputo dargli una risposta.

In men che non si dica salì in groppa a Chico, il suo gatto – volante, attraversò la Sfera del fuoco e arrivò al suo cospetto per chiederle spiegazioni.

Lei con la sua voce calma e rassicurante gli rispose: «Sai Lumì, noi crediamo che tutto ciò che ci succede dipenda dagli altri, dal fato, dal destino, invece sappi che è stato tutto merito tuo, io ti ho solo cantato una canzone e carezzato il testolino, certo ti sono stata vicino, è bastata la mia presenza. Per il resto hai fatto tutto da solo, il lumicino è tornato ad ardere grazie alla tua forza di volontà! Che questa esperienza però ti serva da lezione: ricordati che questa luce appartiene solo a te, sei tu che hai in mano la situazione e non permettere più a niente e nessuno di spegnerla!!!

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