Gioco per ridere, divertire ed… educare

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Un sorriso è una curva che raddrizza tutto.

Phyllis Diller

Ridere è gioire, elevandosi a una dimensione magica in cui l’energia vitale permea qualunque cosa intorno a noi, rendendoci forti e invincibili.

Pensateci! Nell’atto della risata, la fisiologia muta, il cuore accelera i suoi battiti, il respiro si fa pieno, le cellule si ossigenano e l’energia scorre… libera!

Far ridere è un’azione che ha ancor più del miracoloso: ha il potere prodigioso di trasformare l’umore delle persone, rilassarle, condurle in un clima di gioia e di serenità, alzando il livello dell’energia e delle vibrazioni personali.

Ridere è una cosa seria

Ridere e far ridere, dunque, è una cosa seria; è una strategia vincente e ha obiettivi nobili sia per migliorare se stessi e il proprio approccio alla vita sia per raggiungere obiettivi in campo educativo.

I tecnici dell’educazione – gli insegnanti e gli educatori –  potrebbero avere a loro disposizione una carta strategica eccezionale se solo “utilizzassero” se stessi come strumenti capaci di generare apprendimento in un clima divertente, attraverso il gioco.

Il mondo dei ragazzi in età di formazione ed educazione formale è, in realtà, un universo caleidoscopico con infinite combinazioni di realtà possibili. E attenzione: nessuno dice che tutte le sfaccettature visibili siano piacevoli! Il lavoro con i ragazzi è spesso arduo, faticoso e mette a dura prova.

Forse però, è giunto il momento di cambiare le modalità di approccio: i nostri ragazzi non sono solo contenitori da riempire, ma sono soprattutto sorgenti da cui attingere, energia da travasare e canalizzare correttamente.

Ed ecco che le metodologie attive di apprendimento ci vengono in aiuto, alla ricerca di quella intelligenza emotiva, tanto cara al nostro Goleman, che ci spinge a esplorare nuovi modi di relazionarci, giocando e divertendoci.

Sessione di Art Coaching

Metodologia attiva di apprendimento

Cosa intendo per metodologia attiva? Intendo un metodologia partecipativa con la quale i ragazzi cominciano a essere essi stessi protagonisti attivi dello scambio relazionale, senza la paura di sbagliare e di sentirsi giudicati ma con la responsabile consapevolezza di potersi esprimere ed essere se stessi.

La metodologia attiva prevede ascolto empatico, cooperazione, non giudizio, accoglienza e, nel nostro caso specifico, l’uso dell’umorismo per un clima favorevole alla libera comunicazione.

Ridere, abbiamo detto, è una cosa seria.

Non si deve rischiare di cadere nel ridicolo, ma è necessario avere il controllo della dimensione umoristica, finalizzandola a cambiare il clima di un gruppo, a sciogliere tensioni, ad allentare competizioni.

Tra gli attrezzi della valigetta dell’insegnante non dovrebbero mancare “antenne” capaci di captare umori e bisogni dei ragazzi, un repertorio di giochi o attività, anche brevi, ma capaci di destare dal torpore della routine scolastica.

Tecnico del Metodo Autobiografico Creativo - Coach in Intelligenza Emotiva per l'Empowerment

Gli effetti dell’umorismo

L’insegnante, ovviamente, non deve essere un cabarettista con una scaletta di numeri da eseguire, ma deve possedere la capacità di calibrare e personalizzare il suo intervento in base al gruppo che si trova a condurre.

Ma vediamo, nel dettaglio, quali sono gli effetti dell’umorismo:

  • desta certamente l’attenzione e mantiene vigile l’attività cognitiva nelle sue diverse funzioni;
  • coinvolge a livello emotivo e predispone alla socialità, alla condivisione e alla partecipazione;
  • coinvolge l’attività cerebrale a livello di emisfero destro, favorendo il pensiero creativo divergente;
  • favorisce in maniera naturale l’abbassamento della tensione emotiva e conflittuale e predispone al confronto sereno e non giudicante;
  • insegna l’autoironia, indispensabile per una visione critica di se stessi;
  • favorisce la pluralità dei punti di vista;
  • favorisce lo scambio comunicativo pluridirezionale;
  • apre alla conoscenza più autentica dei membri del gruppo, mettendo in luce gli aspetti più solari delle personalità di ognuno.

Insomma, chi lo ha detto che per imparare si debba necessariamente assumere un atteggiamento ingessato e cristallizzato?

La competenza di gestire gruppi di apprendimento utilizzando uno stile di conduzione basato su metodi attivi, e in particolare utilizzando il gioco, non è innata, ma la si può imparare, attraverso un training educativo mirato e professionale!

Master Scuola: Intelligenza Emotiva per Insegnanti

Qualche curiosità sulla risata

Lo sapevate che ridere fa bene quanto una lezione di ginnastica?

Da una ricerca del 2005 dell’Università del Maryland è emerso che ridere riduce i rischi cardiovascolari, mantenendo sano l’endotelio.

I soggetti coinvolti nella ricerca sono stati sottoposti alla visione di film drammatici e commedie. Sia prima che dopo la visione dei film è stata registrata la capacità circolatoria basale ed è emerso che la visione delle commedie aveva generato effetti vasodilatatori e rilassanti maggiori del 22 per cento, mentre lo stress generato dalla visione dei film drammatici aveva ridotto del 35 per cento la capacità circolatoria del flusso sanguigno.

Quindi, gioco per ridere, divertire ed… educare.

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