Nella fiaba che vi presento, dal titolo «La brezza calda e il gelo», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Tina D’Esposito, ci mostra come raggiungere l’armonia, la lotta tra gli opposti che tiene in equilibrio le nostre esistenze, attraverso un confronto sincero con se stessi, l’accettazione dell’altro e della propria vulnerabilità. Essere consapevoli di sé, allora, significa ammettere l’esistenza e la coesistenza armonica degli opposti, valorizzare l’ascolto e il dialogo interiore per giungere a una reale evoluzione personale e a quella trasformazione alchemica che Jung chiama individuazione.
LA BREZZA CALDA E IL GELO
C’era una volta, su una Terra incontaminata e piena di luce, la Brezza Calda, un vento caldo che soffiava dolcemente e riempiva la Terra con tutta la sua energia. Non c’era niente che avrebbe potuto fermarla. La Brezza Calda continuava, imperterrita, il suo percorso, il suo viaggio verso luoghi sconosciuti e inesplorati, convinta che il suo fluire sarebbe rimasto inarrestabile e inafferrabile. «Provate a prendermi!», diceva agli esseri che popolavano la Terra. Quasi, come se volesse sfidarli: «Non ci riuscirete mai!».
La Brezza Calda, però, non aveva fatto i conti con il Gelo. Esso piombò, inaspettatamente, sulla Terra investendo, così, anche la calda Brezza e attanagliandola nella sua gelida morsa. «Chi sei?», chiese la Brezza Calda. «Io sono il Gelo e sono venuto sulla Terra affinché essa potesse conoscermi e, adesso, anche tu sai della mia esistenza, cara Brezza Calda…».
La Brezza non riusciva a capacitarsi di questo e, più cercava di combatterlo, più sentiva il Gelo prendere il sopravvento: «Ma, com’è possibile che io, calda e accogliente, debba essere surclassata da un essere così sgradevole?». Non riusciva a trovare una soluzione, finché, un giorno, la Terra, vedendo la Brezza Calda afflitta e scoraggiata, le disse: «Cara Brezza Calda, dovresti smettere di combattere il Gelo; non ha senso tutto questo affliggerti!». La Brezza Calda obiettò: «Ma perché?! Io sono la Brezza Calda e non posso permettere che il Gelo prenda il sopravvento!». «Ma come, Brezza Calda – rispose la Terra – qui non c’è nessuno che vuole prendere il sopravvento sull’altro. Questo è ciò che credi tu! Semplicemente, devi imparare ad accettare che il Gelo fa parte di me, così, come ne fai parte anche tu. Che non c’è conflitto, ma siete entrambi fondamentali per me. Tu con il tuo caldo e lui con il suo freddo. Devi imparare ad accettare che c’è un tempo per te e un tempo per lui e che, nonostante le vostre diversità, avete bisogno l’uno dell’altra, proprio, come accade per me.»
Detto questo, la Brezza Calda ebbe modo di riflettere su ciò che le aveva detto la Terra e capì, così, come ogni parte di essa avesse bisogno di periodi di Gelo per, poi, essere avvolta dalla Brezza Calda. Così, un giorno, la Brezza andò dal Gelo e gli disse: «Ho sbagliato a combatterti, a far finta che tu non esistessi. Poi, ho capito che, senza Te, non sarei nulla. Che, come non può essere tutto bianco o tutto nero, non può esserci solo Brezza o solo Gelo e che, in qualche modo, facciamo parte entrambi di questa Terra, che siamo l’uno parte dell’altra».
Detto questo, la Brezza volò via lasciando libero il Gelo, pronta a tornare sulla Terra, quando sarebbe stato il suo momento.



