Nella fiaba che vi presento, dal titolo «La magia del cuore», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Stefania Titti Scarcella, ci indica la curiosità, la sete di conoscenza e lo spirito di avventura quali elementi imprescindibili per conoscere veramente noi stessi, chi siamo e cosa vogliamo. Al contempo, Stefania, attraverso la figura di Jamir, il giovane principe egiziano protagonista del racconto, ci mostra come nella vita, per essere felici, bisogna sempre seguire il proprio cuore e i propri desideri nel pieno rispetto di sé e degli altri, senza che nessuno ci obblighi a essere diversi da ciò che realmente siamo.
LA MAGIA DEL CUORE
C’era una volta, in un tempo lontano, nell’antico Egitto, un giovane principe di nome Jamyr. Jamyr aveva appena compiuto 16 anni e non era più un bambino.
Studiava in un gruppo di altri giovani nobili al tempio dei Sacerdoti che dovevano prepararlo al suo futuro da Re. Nel tempo libero Jamyr si addestrava con i suoi compagni nella lotta e nei combattimenti e correva sul suo amato cavallo nero Berkim. Berkim era il miglior amico di Jamyr e insieme trascorrevano molto tempo al galoppo tra dune e paesaggi meravigliosi.
A fine giornata si fermavano sempre lungo la riva del fiume Nilo e lì, al tramonto, Jamyr osservava le imbarcazioni che si muovevano lungo il fiume e sognava di viaggiare lontano.
Jamyr non voleva diventare Re, non voleva diventare potente e famoso, ma voleva andare via e girare il mondo. La sua curiosità, la sua sete di conoscenza, il suo spirito di avventura lo portavano a voler vedere cosa c’era al di là dell’Egitto, a scoprire altri popoli, altre lingue, altre tradizioni.
Il padre di Jamyr e il suo maestro, il sommo sacerdote Jafar, però non gliel’avrebbero mai permesso. Jamyr era destinato a quella vita in Egitto e non poteva desiderare altro e voler andare altrove. Ciò avrebbe scatenato l’ira degli Dei, come diceva il suo maestro, e portato eventi nefasti nell’Impero.
Jafar, oltre che sacerdote e maestro, era un potente mago; le sue magie oscure facevano paura a tutti, nessuno osava sfidarlo, nessuno tranne Jamyr.
Era il Solstizio d’estate, tutto il regno si preparava ai festeggiamenti per il Dio Ra e Jamyr decise che quello era il giorno giusto per partire. Quella sera, approfittando della confusione e della musica, si sarebbe recato al porto e si sarebbe nascosto in un’imbarcazione per partire e non tornare mai più. Salutò a lungo e con grande dispiacere il suo amato cavallo Berkim e il suo compagno di studi Afef e si preparò per andare via. Non immaginava però che Afef avrebbe detto tutto a suo padre, spinto dalla preoccupazione per lui. La notizia scatenò l’ira del padre il quale chiese subito aiuto al sacerdote Jafar che da quel momento avrebbe fatto di tutto e avrebbe usato potenti incantesimi pur di fermare il giovane.
Dopo un consulto con gli altri sacerdoti, Jafar si chiuse nella sua stanza sotterranea nel Tempio, aprì il suo libro antico di Magia e decise di fare un sortilegio che avrebbe bloccato le imbarcazioni per interi giorni e non avrebbe permesso a Jamyr di partire. In seguito, avrebbe cercato di convincere il ragazzo a non proseguire nella sua folle idea anche a costo di rinchiuderlo nelle segrete per un po’ di tempo. Jafar, però, non sapeva che Berkim, il cavallo di Jamyr e suo miglior amico, era un cavallo magico che era stato dato in dono alla famiglia dal precedente sacerdote prima di morire.
Venne sera, i festeggiamenti per il Solstizio erano in corso tra musica, fuochi e spettacoli di ogni genere.
Jamyr uscì di nascosto dalla sua stanza con la sua spada e, in sella al suo fidato Berkim, corse veloce verso il porto dove gli avrebbe dato l’ultimo saluto. Jafar però iniziò a pronunciare le parole del suo incantesimo, il cielo si riempì di nuvole minacciose e iniziò a tuonare. Le persone cominciarono a correre al riparo e Jamyr, arrivato al porto, vide con stupore che le imbarcazioni erano immobili, come pietrificate, il fiume non scorreva e si chiese come fosse possibile! Fu allora che arrivò Jafar e iniziò a urlare contro il giovane: «Jamyr, come hai osato sfidare il volere degli Dei? Con il mio incantesimo ti fermerò, non andrai via!».
Jamyr dal cuore coraggioso e fermo nei suoi desideri, scese da cavallo e tirò fuori la sua spada sfidando Jafar. I due iniziarono a combattere sotto la pioggia fitta, ma Jafar era molto più forte e abile e riuscì a ferire a un braccio Jamyr che cadde a terra stremato. Jafar chiamò le guardie pronte a catturarlo, ma in quel momento Berkim che era magico si trasformò in uno splendido cavallo alato. Jamyr salì sul suo cavallo e volarono via lontano.
Jamyr iniziò finalmente il suo viaggio per il mondo, conobbe tanti popoli e culture e divenne molto saggio fondando in Europa un’accademia di arti e magie.
Sposò una donna meravigliosa, ebbe due figli e insegnò loro che nella vita bisogna sempre seguire il proprio cuore e i propri desideri nel rispetto di sé e degli altri.
Nessuno può obbligarci a essere ciò che non siamo.
Dobbiamo conoscere noi stessi, chi siamo e cosa vogliamo, portare a termine i nostri progetti e solo così saremo veramente felici.




