Nella fiaba che vi presento, dal titolo «L’atelier della nascita», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Lorella Crestana, ci mostra come nella vita ogni cosa sia importante. Attraverso l’uso della metafora dei colori, Lorella ci spiega come le azioni, le parole non siano mai neutre, ma concorrano sempre a migliorare o danneggiare la relazione con gli altri.
L’ATELIER DELLA NASCITA
C’era una volta, in uno splendido atelier d’arte di una famiglia benestante, un gran vasetto di Colore Bianco. Era un colore ad olio di tutto rispetto, un vasetto di ben 1,5 lt che, grazie alla sua bellissima padrona che lo riteneva molto importante per i suoi dipinti, aiutava a trasformare i colori puri in variegate sfumature. Alcuni diventavano più luminosi, grazie a lui, altri invece (come i colori scuri) prendevano un tono più morbido.
Era molto amato e ricercato, egli era molto fiero di se stesso e vedeva il bene in ogni colore che incontrava.
La sua padrona, che tanto era presente in atelier, era sempre ben fornita di tele nuove, pennelli ben curati, olio per diluire, acquaragia per pulire.
Un bel giorno, fece un disegno di lei con un bel pancione grande e tutti capirono che, da lì a qualche mese, ci sarebbe stata tra loro una presenza in più in atelier. Un bimbo!
Quanta creatività avrebbe portato! Quanto divertimento! Tutti fremevano! Ma nessuno sapeva se sarebbe stato un maschietto o una femminuccia.
Nemmeno la loro padrona, tanto che comprò due barattoli nuovi e li mise sopra la scrivania negli ultimi giorni di gestazione.
Questi erano il colore Rosso e il colore Blu.
Quando, una fredda mattina di febbraio, la loro padrona tornò a casa con in braccio una meravigliosa bambina tutti esultarono! E il colore Rosso sapeva che sarebbe stato il protagonista assoluto di quella venuta!
Ma mentre tutti festeggiavano, il colore Blu non riusciva proprio a farsene una ragione. Sarebbe stato messo in un angolo a prendere la polvere. Nessuno lo avrebbe considerato come meritava.
A questo punto il colore Bianco sapeva quello che doveva fare: andare a prendere il colore Rosso per poterlo mescolare a se e formare il colore Rosa, per poter celebrare la nascita con un bellissimo quadro.
Con molta volontà cominciò a muoversi tra gli scaffali, sfiorando gli altri barattoli e cercando di non farli cadere! La strada era lunga e tortuosa. Se avesse deciso di scendere fino al pavimento avrebbe sicuramente rischiato di cadere a terra, ribaltandosi e rovesciandosi, rendendo tutto vano!
No, non poteva rischiare così!
Si guardò intorno e cominciò a chiedere aiuto a chi gli stava vicino ma nessuno aveva una soluzione che gli potesse sembrare valida.
Accanto a sé vide un gomitolo di filo di nylon, fino ma resistente e un bel barattolo leggero di verde acrilico. Con tanta forza e coraggio, che accompagna chi è nel fiore della sua adolescenza, fece passare il filo di nylon dentro al suo manico e poi lo legò, ben stretto, a un paletto portante dello scaffale. Infine, lo diede al giovane vasetto di verde acrilico, lo guardò e gli disse:
«La missione è nelle tue mani! Devi saltare con tutte le tue forze sopra alla scrivania e legare il filo alla lampada ancorata. Bada, tieni ben stretto il filo. Poi, una volta fatto, io mi farò scivolare giù!».
Nel frattempo, il colore Blu era così adirato che non riusciva più a stare fermo, non accettava tutta quella felicità! E soprattutto non accettava di essere surclassato da nessuno tanto era grande il suo ego. La sua invidia per il colore Rosso e il colore Bianco era così forte che, non appena il vasetto verde Acrilico riuscì ad atterrare sulla scrivania, gli corse incontro e cercò di farlo cadere fino al pavimento! Ma le tele e i pennelli, che erano appoggiati lì vicino, riuscirono a contrastarlo e a interporsi tra i due litiganti, così che il verde acrilico riuscì a legare forte il filo di nylon alla lampada.
Il colore bianco sfrecciò giù in un baleno sulla scrivania e la forbice arrivò subito a tagliare il filo che lo avrebbe invece tenuto legato.
Corse verso il colore Rosso, ma il colore Blu fu più veloce e, dall’angolo più remoto, lo spinse con così tanta forza che riuscì a farlo cadere giù dalla scrivania. Il colore Bianco fu così pronto che riuscì ad atterrare senza rovesciarsi.
Dall’alto della mensola, posta sopra la scrivania, il saggio colore Nero fece tuonare la sua voce contro il Blu. Si vergognava della sua condotta e lo riprese facendogli capire che accanto a lui c’erano sempre il barattolo di olio e quello di acquaragia che lo avrebbero reso sciatto e privo di sostanza se non avesse smesso di usare quel comportamento.
Ma a quegli ammonimenti il Blu si sentì così offeso e ferito che, con tutta la sua rabbia, scaraventò giù il colore Rosso.
Ciò che però non sapeva era che sotto, nel pavimento, il barattolo di colore Bianco si tolse il coperchio e fece cadere dentro di se il colore Rosso…così, come per magia, il Rosa fu creato!!
Il colore blu fu legato con il filo di nylon dai pennelli e dalle tele.
Il colore Nero non lo lasciò mai per tutto il tempo che gli altri si misero all’opera per creare il quadro di benvenuto per la piccola anima appena nata.
Il colore Blu si sentì così triste, solo e vuoto che chiamò a se il saggio colore Nero e si confessò a lui.
Questi capì ciò che aveva in cuore e gli diede una seconda possibilità. Lo avrebbe mescolato con il colore bianco e gli avrebbe consentito di creare delle sfumature viola sul quadro.
Furono tutti felici dell’effetto sfumato che si creò e tutti perdonarono Blu. Soprattutto Bianco che lo fece diventare più morbido e spensierato!
Dopo aver compiuto l’opera si misero tutti in cammino e tornarono ognuno al proprio posto, arricchiti di questa nuova esperienza, soprattutto il colore Bianco che tornò in una tonalità violetta, perché ora al suo interno aveva il colore Rosso e il colore Blu.





