C’è una scuola che dobbiamo farci piacere e una scuola che vorremmo, quella che funziona. La disponibilità interna, l’empatia, l’autorevolezza, la creatività e l’Intelligenza Emotiva sono tra le qualità più preziose dell’arte di insegnare che vanno coltivate nel tempo, con pazienza e caparbietà. Servono aggiornamento e formazione, demandati allo zelo del singolo insegnante. A questo livello della preparazione del corpo docente può innestarsi l’intesa scuola-famiglia per un’azione educativa congiunta.
Il Sole e il Buio
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Il Sole e il Buio », scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Piera Casilli, ci mostra come più brillante è la luce, più scura è l’ombra. In ognuno di noi, c’è un aspetto della personalità che non conosciamo. Insegnanti e genitori ci spingono a sviluppare il lato illuminato della nostra vita. In questo modo, la zona in ombra, la parte oscura della personalità che non viene nutrita diventa sempre più affamata. Fino a reclamare il suo spazio.
Docenti che cambiano il mondo
Gli insegnanti migliori sono quelli cresciuti con la vocazione di esser maestri di vita, i più preparati e creativi, perché consapevoli dell’enorme potere di influenzare, nel bene o nel male, le vite di tanti ragazzi.
Occorre affidarsi a loro per coltivare ancora il sogno di rendere il mondo un posto più bello e ospitale per tutti. Io li chiamo “docenti che cambiano il mondo”. E non è affatto detto che siano i più giovani. È sufficiente che siano i più motivati ed entusiasti.
Il viaggio di Drago Rosso
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Il viaggio di drago rosso», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Erika Viscardi, ci mostra come, quando il coraggio di affrontare l’oscurità, dentro e fuori di noi, si unisce all’incoscienza e all’ingenuità di chi, avendo esplorato poco il mondo, non conosce ancora cattiveria e pericoli perchè convinto che esista solo il Bene, si possono vivere esperienze non sempre piacevoli e positive, ma ricche di insegnamenti che ci rendono più forti e saggi.
L’insegnante e la metafora del giardiniere
L’insegnante è come un bravo giardiniere che assiste e crea le condizioni perché le sue piante fioriscano. Se, però, da una parte, è vero che le piante crescono da sole, d’altro canto, la cura e l’attenzione fanno la differenza.
Così, gli insegnanti più capaci e aperti creano le condizioni migliori perché i ragazzi apprendano e crescano in armonia con i loro talenti e con le naturali inclinazioni.
Colorandia
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Colorandia», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autore, Francesco Ingrosso, ci mostra, con le tante sfumature delle emozioni, come l’amore incondizionato possa contribuire a superare difficoltà apparentemente insormontabili. Nella metafora della fiaba che vi presento, il dualismo tra protagonista e antagonista è alleggerito con il gioco delle trasparenze e nasconde l’antico binomio bontà-cattiveria, giustizia-ingiustizia, bellezza-bruttezza.
Essere giovani al tempo del Covid 19: resilienza e rinascita
Privati della routine scolastica giornaliera, della socialità, della convivialità, di quella sinergia amicale indispensabile, gli adolescenti hanno dovuto accettare, volenti o nolenti, una condizione di isolamento sociale che è antitetica al concetto stesso di adolescenza. Per riuscire ad aiutare efficacemente gli adolescenti, dobbiamo comprendere la natura stessa dell’adolescenza e dei processi evolutivi coinvolti.
Naso lungo e gambe corte
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Naso lungo e gambe corte», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Fabiola Veca, ci mostra come il credere fortemente in se stessi e nelle proprie potenzialità, senza farsi troppo condizionare dalle aspettative e dal giudizio altrui, sia una condizione imprescindibile per trovare la propria strada più autentica nella vita.
Kung Fu Panda e la lezione sull’arte di insegnare
Il paradosso del formatore è credere che sia più facile #insegnare quando ci si concentra sugli altri e non su se stessi. Ma non è affatto così. Lungo la strada che chiamiamo #formazione, sia essa personale o professionale, scopriamo a ogni passo di poter dare agli altri solo quello che prima abbiamo compreso. E che abbiamo fatto nostro, che è integrato alla nostra stessa #identità.
Per questo, la nostra ricerca e la nostra abilità nell’insegnare si risolvono sempre scoprendo “noi stessi”. Compito a cui assolvono brillantemtente le storie autobiografiche per la crescita personale.
Un grande #insegnamento che deriva – guarda un po’ – da una storia di fantasia.
Gocce d’acqua
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Gocce d’Acqua », scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Sarah Barbaglia, ci mostra come la tenacia, l’impegno e la costanza siano fondamentali per realizzare i propri sogni. Giada e Amarildo, i due protagonisti della fiaba, pur condividendo la passione per la danza, rischiano di allontanarsi proprio per inseguire i propri sogni, ma alla fine sarà l’amore a unirli e a condurli insieme verso la meta tanto ambita e desiderata.
Nuove frontiere dell’apprendimento: la didattica creativa e personalizzata
Un tema che ricorre nelle mie proposte per il futuro della #scuola è l’adozione di una didattica creativa e personalizzata per migliorare l’#apprendimento dei ragazzi. Tre le ragioni che prendo in esame in questo articolo:
1) il possesso di #talenti diversi che fanno apprendere in modo personale;
2) l’inclinazione naturale delle persone ad #apprendere giocando;
3) la variazione del sistema di valutazione, affinché sia adattato alle risorse e alle capacità dei ragazzi.
Ancora una riflessione ispirata alla #ScuolaCreativa di Ken Robinson.
Lo spiritello e il nano
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Lo spiritello e il nano», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Raffaella Quaranta, ci mostra come, spesso, siano proprio le nostre convinzioni e credenze limitanti intorno agli altri, alle relazioni, ai problemi a condizionare e limitare eccessivamente la nostra vita. Finiamo così col prestare attenzione solo a ciò che ci aspettiamo di vedere e non proviamo nemmeno a dare una svolta alla nostra esistenza, perdendo così le molteplici occasioni che la vita ci offre per apprendere ed evolvere.
Il futuro della scuola è l’istruzione personalizzata
L’esperienza nel sistema di #istruzione di altri paesi suggerisce delle buone prassi che dovrebbero essere adottate, se l’obiettivo è rendere funzionale la preparazione. Il futuro della #scuola è, allora, l’istruzione personalizzata. I ragazzi che ci troviamo di fronte, infatti, hanno ognuno #talenti, desideri e sogni diversi. E ognuno si prepara con noi a un futuro che non avrà eguali. Per questo merita una didattica commisurata alle proprie risorse e aspettative.
Il topolino e la montagna incantata
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Il topolino e la montagna incantata», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Orietta Lo Ti, ci mostra come dietro tanti comportamenti distruttivi si nascondano spesso grandi sofferenze e un forte bisogno di liberarsene. Al pari dell’Armadillo, noi ci costruiamo una corazza caratteriale nel vano tentativo di proteggerci dal dolore e vorremmo conquistare la felicità rubandola, con rabbia, agli altri, ma senza armonia, pace, amore e collaborazione difficilmente possiamo vivere felici. «Se tu arrivi con l’odio e distruggi tutto non puoi ottenere la felicità.» «Trova la tua strada – suggerisce il Topolino all’Amadillo – ma con amore!»
Intelligenza emotiva: non conta quello che dici ma come lo dici
Le conoscenze sulla competenza che abbiamo codificato come Intelligenza Emotiva rappresentano una risposta a tutti quei bisogni che, in un modo o nell’altro, presto, diventeranno attuali nelle relazioni personali, a scuola e in azienda. Considerato il clima di grande conflittualità sociale, la scuola intensifica le proprie attività didattiche per promuovere la creatività e l’educazione emotiva. Obiettivo: crescere i cittadini di domani, adulti consapevoli e responsabili.
La guerra delle due palle
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «La guerra delle due palle», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Angelica Chiarella, ci mostra come, spesso, nelle relazioni conflittuali può bastare la semplice intermediazione di un soggetto terzo, che fissa alcune regole basilari e aiuta gli altri a trovare il loro spazio nel mondo, per favorire la convivenza pacifica e scongiurare i danni irreparabili che le esplosioni di rabbia procurano.
Ecco la Proposta di Legge che introduce l’Intelligenza Emotiva nella scuola italiana
Con la Proposta di Legge n. 2782 del 13 Novembre 2020, “Disposizioni in materia di insegnamento sperimentale dell’educazione all’intelligenza emotiva nelle scuole di ogni ordine e grado”, a cui ho avuto l’onore di collaborare, si gettano concretamente le basi per costruire la #scuola del futuro.
Nell’articolo le premesse, integralmente tratte dal dispositivo, che motivano l’urgenza di introdurre l’intelligenza emotiva tra le metodologie d’#insegnamento nella scuola italiana.
Il Mago e Orcus
Nella fiaba che vi presento, dal titolo «Il Mago e Orcus», scritta nel corso di un laboratorio di evoluzione personale con le tecniche artistiche e narrative del Metodo Autobiografico Creativo, l’autrice, Silvia Gentile, ci mostra come spesso viviamo dell’illusione che la nostra vita si svolga lungo le vie illuminate della nostra esistenza. Ma siamo fatti di luce e di ombra ed è proprio quando riconosciamo e accettiamo la nostra parte più nascosta e buia che inizia quello che Jung chiama “Processo di Individuazione”, il percorso di evoluzione personale che porta all’integrazione dell’ombra e al suo definitivo riassorbimento.


















